Ristoranti famosi, il dietro le quinte!

Written by obit8 on. Posted in Blog, Curiosità, In evidenza


 

Alcuni di voi si ricorderanno dell'articolo scritto sul presente sito riguardante le condizioni di lavoro di un noto ristorante sito nel centro commerciale Bicocca Village a Milano.

Ebbene, a quanto pare le società che fanno capo al ristorante in oggetto mi hanno intimato di cancellare il contenuto del presente articolo in quanto non corrispondeva al vero.

Sono molto contento di sapere che ai piani alti della società le stesse cose che indignano me indignano anche loro. Ovviamente quanto da me scritto, fa parte di esperienze personali, e checchè ne dicano continuo nel modo più convinto a far sentire la mia voce nelle sedi opportune.

Vorrei però brevemente riassumere quanto accaduto.

- Tutto nasce dall'assunzione di una mia conoscente presso il suddetto ristorante sito all'interno del "Bicocca Village". La stessa persona mi contatta dopo la prima serata di lavoro, chiedendomi aiuto su come poter lasciare immediatamente il posto in quanto la paga non era adeguata al lavoro, il turno lungo e senza pausa e l'acqua a disposizione si limitava a una sola bottiglietta da 500 ml.
Le dico che trattandosi di periodo di prova può recedere dal contratto in ogni momento semplicemente consegnando le proprie dimissioni, e così fa il giorno seguente.

- Il giorno dopo, ripensando all'accaduto e avendo lavorato per anni nella ristorazione, anche come direttore di sala, ritengo opportuno esprimermi sull'accaduto scrivendolo qui, sull'unico canale che ritengo personale e tramite il quale condivido miei pensieri, opinioni, recensioni, consigli o quant'altro.

- L'articolo ha riscosso un certo interesse, tanti mi hanno contattato per chiedermi maggiori informazioni e altri di voi hanno commentato…e vi ringrazio. Ovviamente, ciò che ho detto a tutti, è stato che non è mia intenzione danneggiare l'immagine del format citato, ma capire se ciò che avviene nel suddetto ristorante rispecchia o meno la politica del gruppo.

- Sicuramente il linguaggio dell'articolo non era dei più retorici, ma abbastanza esplicito. So che oggi come oggi ciò su cui si concentra l'attenzione è quasi sempre l'apparenza, ma sostanzialmente amo il contenuto delle cose, e quello che dico, spesso, cerco di dirlo in maniera chiara e aperta.

- Qualche giorno dopo il mio articolo, decido anche di scrivere, tramite il sito ufficiale della catena, all'azienda stessa, chiedendo spiegazione in merito e denunciando quanto accaduto.

Mi sarei aspettato che qualcuno dell'azienda mi contattasse per rassicurarmi dicendomi che non erano quelle le linee guida aziendali e che in alcun modo il marchio operasse in quella maniera. Per tutta risposta, invece, vengo minacciato di querela, semplicemente sentendomi dire che ciò che scrivo non corrisponde al vero.

Purtroppo, in Italia, non si può essere tutelati a meno che ogni giorno, ognuno di noi, non giri per il mondo munito di camera nascosta e microfono…ma anche se fosse, davanti a un giudice, quanto ripreso non sarebbe legale, in quanto lesivo della privacy altrui.

 

Quindi, chiedo scusa ai diretti interessati per quanto possa aver leso del mio articolo, ma ciò che ho scritto e riordinato in questo mio pezzo è, questa volta, pulito e privo di qualsiasi personale interpretazione. E in alcun modo mina o lede l'immagine della catena di ristorazione in esame, ma quanto accaduto in questo episodio è veramente grave e nessuno, che abbia un minimo di senso civico, può compiere il vile atto di rimanere in silenzio.

Confido nei sindacati e nelle associazioni dei consumatori sperando in un loro pronto aiuto.

Ringrazio ancora quanti di voi hanno commentato e ringrazio il legale della società che seppur in modo inaspettato e poco amichevole, ha espresso il proprio dissenso nei confronti di quanto da me raccontato.

Abbiamo la prova di parlare di un gruppo serio, che tiene alle condizioni di lavoro e di salute dei propri dipendenti, diffidate, quindi, da quanti cercano di modifcare tale condotta e utilizzate i mezzi di comunicazione messi a disposizione dall'azienda per comunicare ogni episodio che non vi sembra corretto.

 

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Trackback dal tuo sito.

  • Vittorialocatelli

    Io a 18 anni a Venezia nel 1990 prendevo 50.000 lire a serata dalle 19.30 alle 2/4 di notte
    Pulivo il locale, servivo ai tavoli, facevo la barista, quando chiudeva la cucina preparavo panini etc non mi fermavo un momento, stavo sui tacchi! Ma avevo la spina libera la cena veloce alle otto e la cena finale…. Acqua in abbondanza e datori di lavoro adorabili a parte x la paga!!!!!
    A volte è ingiusto, ma ognuno deve fare delle scelte e non sempre si è nelle condizioni di rifiutare ……lo sfruttamento è dato principalmente dal sistema economico che si fonda sulla richiesta del consumatore che non si cura di cosa compra, di ció che mangia e preferisce non guardare pur vedendo….
    Bisognerebbe non andare a comprare o a mangiare in certi posti !!!

  • Suxsere

    ok,quindi a questo punto sarebbe meglio non rispondere all’annuncio dove c’è proprio *** **** **** del bicocca che sta cercando….però son disperata,e nonostante quello che ho letto mi sa che mando lo stesso il cv !

  • Anonimo

    Suxsere, non necessariamente bisogna rinunciare al lavoro! Purtroppo, a questo mondo, se non lo accetti tu lo accetterà qualcun’altro.
    L’unione fa la forza, se tutti si rifiutassero di lavorare così non esisterebbero questi casi. Ma al mondo nessuno ha più voglia di impegnarsi in tali battaglie!!!

    La società, però, mi ha risposto subito attaccandomi, come si evince dall’articolo modificato! Questo vuol dire che anche loro sanno cosa stanno facendo! E questo è ancora più grave.

  • Suxserre

    non è che non c’è la voglia…ma non ci sono possibilità…tant’è che ancora sto decidendo se andare o meno al colloquio di domani all’old del bicocca….

  • Kurosaki

    Ciao scusa io sono stato contattato per un colloquio tramite email e dovrei andare settimana prossima a farlo, a parte la paga che comunque bene o male in tutti i lavori non è “adeguata” all’ effettivo sforzo psico-fisico cosa c’ è che non va in quel lavoro? Per favore rispondimi, grazie…

  • Anonimo

    Ciao, perdona il ritardo, ma purtroppo non ero a Milano per le feste.
    Allora, innanzitutto, quello che è successo a me, e quindi i contatti con il legale delle aziende, mi fanno sperare che l’azienda sia effettivamente seria.
    Il problema è che è un franchising, questo vuol dire che ogni singolo ristorante è gestito da un individuo che può o meno attenersi a quanto dettato dall’azienda, che di certo non è li a controllare.

    Nel caso da me raccontato, chi gestiva la situazione era una persona che di certo, il cameriere, non l’ha mai fatto e con uno strano concetto dei diritti del lavoratore.

    Lavorare 8 ore senza neanche avere a disposizione l’acqua non è accettabile. Questo però accade perchè nessuno alza la voce. Io personalmente, se mi fossi trovato nella stessa situazione, avrei chiamato direttamente i carabinieri. Ma io sono io, e quasi nessuno ha tutta questa voglia, oggi, di difendere i propri diritti.

    Inoltre ho lavorato per anni nella ristorazione, da semplice cameriere a Direttore di sala in posti come Villa Erba, Villa Geno sul lago di Como e come cameriere in realtà come Villa d’Este e il Principe di Savoia.

    Il lavoro accettalo pure se ti serve, ma ricordati sempre che ci sono dei limiti ben precisi che seprarano lavoro sfruttamento e presa per il culo.

    Se hai altri dubbi contattami che ti posso indicare le persone giuste alle quali rivolgerti.

  • iosempre

    Ciao.sono appena tornato dal colloquio con l’azienda da te menzionata e volevo anche io dire la mia: mi hanno detto che ho superato il test alla quale sono stato sottoposto e mi hanno convocato a breve per iniziare a lavorare; il turno che dovrò coprire è i 8 ore SENZA pausa e con pranzo NON fornito me lo evo portare…io ho accettato perchè sono disperato ma non mi sembra giusto!!!ovvio dire che me ne vado appena trovo altro!

  • obit8

    Ciao, purtroppo so che le cose non sono cambiate e non cambieranno mai.
    Io come hai letto, sono stato minacciato di diffamazione nononstante ciò che dicessi, come state dimostrando voi, si sia rivelato vero.
    Purtroppo non sono un avvocato, ma lavoro per un Azienda che mi ha insegnato qualcosa sul contratto collettivo di lavoro. Nel particolare, ti posso dire che per turni superiori a 6 ore è OBBLIGATORIA una pausa, non inferiore a 10 minuti, per riposarsi ed eventualmente mangiare.

    Il fatto che il pranzo non sia compreso può anche essere ammesso, ma che non vi sia neanche il tempo per mangiare ciò che mi porto da casa, no, anche perchè lavorerai su turni serali o comunque in orario pasti.
    Tutto questo è regolato dal decreto legislativo 66/2003, all’articolo 8.

    Anche se sembra strano, siete solo voi, dall’interno, a poter combattere questa ignoranza in materia, considerando anche che nel caso di Old Wild West ogni proprietario è gestore del ristorante, che ovviamente deve però rispettare le direttive della direzione, che in italia, se non ricordo male, è rappresentata dalla società Redhouse.

    Ciò che ti consiglio di fare è:
    A) interpellare la società sopracitata e chiedere spiegazioni.
    B) rivolgerti ai sindacati, se hai più fortuna di me (in quanto in italia, se la questione non fa troppa pubblicità, non ti danno molto ascolto).
    C) è la più drastica, ma potresti anche rivolgerti ai carabinieri, o a un consulente del lavoro.

    Per qualsiasi altra cosa, chiedimi pure l’aiuto di cui necessiti, e tienimi aggiornato.
    Lavori come questo, comunque, li trovi ovunque, qualsiasi ristorante cerca camerieri, e ti assicuro che in qualsiasi posto il lavoro è meglio gestito.

  • manuel murante

    Ciao,
    anni fa prima di laurearmi (in legge) ho lavorato per circa un mese e mezzo in questo old wild west in Bicocca.
    I miei ricordi sono di una bella esperienza di lavoro anche se breve (poi mi sono laureato e ho cambiato lavoro).
    Io avevo un part time di 24 ore spalmato su 4 giorni, la paga era circa 7 euro netti all ora, con pausa, non davano ticket ma potevi mangiare nel ristorante pagando la metà del prezzo, di acqua potevi berne quanta ne volevi.
    I datori di lavoro (essendo un franchising parlo dei titolari della società che gestiva quel ristorante) erano e, spero siano, due ragazzi in gamba.
    Mi spiace sentire questi commenti negativi, posso dire che ricordo che era un lavoro duro, il ristorante era sempre strapieno, si lavorava sodo, fino a tardi, ma un fast food in un centro commerciale deve essere cosi, altrimenti non lo avrebbero aperto proprio li.
    Auguro a tutti in bocca al lupo col lavoro.

  • anto

    qualcuno sa dirmi in cosa consiste il test del menu cosa t kiedono????

  • antonella

    sai dirmi cosa t kiedono al test del menu?????

  • manuel murante

    test del menù? non so di cosa parli, io venni assunto tramite un’agenzia interinale di Monza, feci un normale colloquio prima al ristorante con i titolari e poi con l’agenzia.
    Non mi fecero alcun test sul menù

  • silvia

    MA allora sto test? in cosa consisteva??

  • Elisa

    Ciao, anche io oggi ho fatto il colloquio e mi hanno rilasciato il menu. Pensavo e speravo che le cose fossero cambiate e mi son presentata comunque. Invece no, niente pausa e niente cibo durante il lavoro. Per loro bisogna sgobbare e basta. Illegale e vergognosi.

  • Mistery X

    Salve, riesumo questa discussione per riportare la mia di esperienza, nel pieno dei dettagli…
    sono passati 4 o 5 anni ormai, ma il ricordo di quell’esperienza lo conservo bene! è quasi un trauma lavorativo direi..
    tant’è che ad oggi, nonostante sia giovane e disoccupato, mi guardo bene dal rispondere ai loro annunci di lavoro (tra l’altro, regolarmente presenti ogni mese…a ri-prova del fatto che il personale lì dentro non dura nemmeno un paio di mesi) insomma piuttosto che andare lì non lavoro, seriamente.
    allora
    come tanti altri, arrivo a loro tramite un annuncio sul web, diretto però, nessuna agenzia di mezzo…
    una mia precedente esperienza nel settore dei fast food probabilmente ha giocato a favore mio, perchè nel giro di pochi giorni mi hanno chiamato per il colloquio, al quale mi presento regolarmente, assieme ad un’altra 20ina di persone…
    sono uno dei primi, solite domande di routine, e poi gli occhi del titolare che “si illuminano” quando parliamo della mia precedente esperienza in fast food, in particolare quando gli spiego che tipi di macchinari utilizzavo (griglie e scaldapane a nastro, in particolare) e lì mi dà subito ad intendere che apprezza questa mia conoscenza delle attrezzature, perchè praticamente analoghe a quelle della loro cucina,
    difatti interrompe la conversazione poco dopo e mi dice “inizi oggi alle 18″, “la paga è 6,5 l’ora, va bene?” “sono 2 settimane di prova, ti paghiamo alla fine di queste, e poi se è andato tutto bene si passa al contratto” (se non ricordo male, meno di 6 all’ora comunque non era)
    poi mi lascia in mano un menù, indica la sezione hamburger e dice “per oggi impara a memoria questi” per poi aggiunge qualcosa sul genere “..se non li sai a memoria entro l’ora di inizio turno, non presentarti nemmeno.”
    una bella iniezione di entusiasmo direi…così mi avvio verso casa con i mezzi..erano le 15 circa, avevo 3 ore…3 ore per imparare a memoria le ricette di 10 hamburger, niente di impossibile dai..passo il pomeriggio a leggere e rileggere le ricette, arrivo pure a idearmi un sistema di rime che mi ricordi che cosa contiene ogni panino…con mezz’ora di anticipo mi avvio in scooter alla volta di Sesto, a causa di lavori stradali e della mia poca praticità, ho faticato un poco a ritornare sul luogo…
    E QUI COMINCIA IL BELLO…….
    -ho iniziato non certamente nel migliore dei modi, in ritardo di una decina di minuti abbondante..arrivo nel ristorante, e noto (non senza stranirmi) che i datori neanche se ne sono accorti che mancavo all’appello, non una parola o ‘sgridata’…niente di niente…
    -mi cambio, mi fanno dare un’occhiata alla tabella degli orari, e vedo che il mio turno inizia alle 18 e finisce, teoricamente, a mezzanotte (anche se poi così non sarà) e che il mio nome e i miei orari sono aggiunti sul foglio A PENNA, il che, personalmente non mi infonde molta fiducia, mi è stato detto che mi pagano al termine delle due settimane di prova, mi vengono detti di giorno in giorno gli orari che devo fare, e non avendo firmato niente di niente, l’unica prova del tempo di lavoro che io ho effettivamente speso è una aggiunta a penna su un foglio che probabilmente a breve finirà stracciato in un cestino..insomma, prendono forma il dubbio e la paura che magari alla fine delle due settimane di lavoro mi venga riconosciuto un compenso ridotto rispetto a quello pattuito, magari a fronte di una “minaccia” di non assumermi più se faccio storie…
    -inizio a lavorare…preparazione di alcuni ingredienti, spiegazioni chiare e concise da parte di chi è nel ruolo da più di me…niente da ridire
    dopo un po’ passo a lavorare alla griglia e assemblamento panini insieme ad un ragazzo, che scopro essere in prova e al termine dell’ultima settimana ormai, gli chiedo se fossero onesti col riconoscimento della paga e se gli avessero pagato per intero la prima settimana finita, e mi dice di non aver ancora visto niente, che gli han detto che la paga sarà alla fine della prova, e che spera proprio non ci siano fregature dietro.. altra cosa che di certo non mi entusiasma, la prospettiva di vivere quelle due settimane con quel peso sul groppone, come se non bastasse quello psico-fisico dovuto al lavoro, che a scapito di quanto la gente possa credere, è molto faticoso, o quantomeno è soggetto a ritmi frenetici e asfissianti per 2-3 buone ore…insomma il solo pensiero di rischiare di sorbirmi quel grande stress lavorativo più eventuale “pacco” finale mi ha decisamente buttato giù il morale
    –nota positiva (forse l’unica) sono esigenti e precisi per quanto riguarda la qualità degli ingredienti, o meglio, il controllo della qualità legato alla deperibilità nel tempo degli ingredienti…è imposto che quando si prepara un ingrediente, che poi andrà nella cella frigo, si deve apporre sul bordo del contenitore la data (e forse addirittura l’ora) dell’avvenuto “stoccaggio”, così da sapere quali utilizzare prima e mantenere un certo standard qualitativo, ricorrendo sempre a ingredienti non deperiti
    -ho parlato della cella frigo…altra pecca…nella mia precedente esperienza in fast food, mi è stato ben spiegata, e col tempo imposta (con tanto di bei cazziatoni in caso di infrazione della regola) la necessarietà dell’uso del giubbotto di protezione termica (che non deve essere un giubbotto qualunque, ma uno veramente pesante viste le temperature che si vanno ad affrontare) quale che sia il tempo di permanenza, pochi secondi o un paio di minuti, non cambia, andava indossato. in questo ristorante invece non ne ho vista nemmeno la traccia, e mi sono ritrovato più e più volte ad accedere alla cella senza protezione, cosa che non giova certamente alla salute propria, il continuo passaggio dalle temperature a cui si è soggetti di fronte alle griglie, al freddissimo presente all’interno della cella…
    -il rapporto titolare-dipendente, per quel che ho visto quella sera, non è un normale rapporto umano… chi gestisce le cose la dentro, tende un po’ troppo a fare il tiranno…..rispondendo e rivolgendosi al personale (specie quello in prova dalla sera stessa!) in maniere quantomeno irrispettose, una ragazza in prova, ripetutamente soggetta al nonnismo e agli sfottò di un ragazzo che invece pareva essere lì da parecchio tempo e che si prendeva confidenze nei suoi confronti, è stata derisa e sbeffeggiata non appena ha accennato ad una reazione verbale al trattamento che le stavano riservando, tant’è che ha preso e se ne è andata nel bel mezzo del turno
    -parte la pulizia da cima a fondo della cucina, e con la scusa di farmi vedere dove si trova, mi mandano con un altro a portare l’immondizia nel deposito
    -finisce il turno…alle ore 01:00 abbondanti…
    e lì poi giunge la buona notizia, devo attaccare il giorno dopo dalle 10 fino alle 15…….per poi ricominciare alle 18! (anche se FORSE lì non mi sarebbe toccato l’orario completo…anche se non è mai detto, ne avevo viste abbastanza per quel giorno)
    avviandomi a casa mi sono pure ri-perso per via dei lavori che mi impedivano di tornare da dove sono arrivato…durante il viaggio tento di autoconvincermi che andrà tutto bene e col tempo sarà tutto meno pesante, ma non sono tanto bravo a farlo…
    come se non bastasse, per fortuna nei pressi di casa mia, mi si ferma pure lo scooter! un problemino abbastanza da poco, ma che è andato ad accavallarsi a tutto l’insieme di quella indimenticabile e traumatizzante giornata…la mia sicurezza di voler continuare vacilla sempre più, se voglio andare lì con i mezzi ci impiego almeno 1 ora abbondante…per cui dovrei partire da casa per le 8,30 sperando di arrivare lì per le 10, lavorare fino alle 15, rimanere lì ad aspettare (perchè cosa torno indietro a fare se spendo 2 ore di viaggio tra andata e ritorno?) le 18 per riattaccare a lavorare, SE TUTTO VA BENE fino alle 22, e se va male fino all’1 come il giorno prima…
    la sicurezza di farcela quasi svanisce..
    rientro in casa…sono le 4:00…avverto mia madre che l’indomani non credo proprio di ritornare in quell’inferno…
    mi sento liberato di tutto quel peso…trovo pace nel dormire finalmente…

  • obit8

    Peccato il ritardo, comunque te lo devi imparare a memoria il menu.

  • mistero2

    Mi sembra di rileggere la mia esperienza. Tutto simile.

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